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 5X1000

 Communications Emergency Rescue

cf: 90013360376

 

aprs world 6inIQ4EV -15

 

TETRAERretre

 

ingvINGV - Situazione Sismica Attuale

Repair1

Il generatore di corrente Telair mod 4010D, monta un alternatore monofase sincrono a due poli senza spazzole a condensatore. L'utilizzo prevalente del generatore non implica quasi mai il pieno carico, ma fra gli utilizzatori è presente il compressore d'aria per il sollevamento del palo pneumatico del veicolo speciale TLC che all'avvio richiede forti correnti di spunto.

Difetto riscontrato nel generatore: Tensione monofase a vuoto del generatore 190 V

Causa: difetto del condensatore 

La sostituzione del condensatore del valore di 18 uF 450 V presenta qualche difficoltà poichè è collocato sotto il basamento dell'alternatore. Occorre smontare tutto il corpo motore avendo cura di non fare entrare aria dal tubo di alimentazione del carburante. Separare l'alternatore, sotto la base c'è il condensatore (nel nostro caso rotto con fuoriuscita di liquido). Prestare attenzione al fissaggio del nuovo condensatore per assicurare la massima tenuta alle vibrazioni. L'operazione richiede set di chiavi aperte e a brugola, meglio se si dispone di avvitatore con bussole.

Repair2          Repair3

Antenna Yagi144 Mhz 5 elementi “tramp”

L'obiettivo è quella di poter disporre di una antenna yagi per le attività portatili in ssb, quindi centrata a 144.300 Mhz e con un guadagno accettabile rispetto al minimo ingombro richiesto per un agevole trasporto. Smontata, l'antenna può essere collocata all'interno di uno zaino, di un bagaglio da stiva o addirittura a mano. Il peso è contenuto in meno di mezzo chilo e potrebbe essere ancora sensibilmente ridotto con soluzioni di minor resistenza meccanica o con l'adozione di materiali piuttosto costosi.

L'antenna è la versione 5 elementi a 50 ohm DK7ZB che, con una lunghezza complessiva di 1,5 m, assicura 8,48 dBd (sul dipolo)

Il presente progetto prevede per il boom l'utilizzo di tre tubi in PVC per impianti elettrici da 25 mm di diametro, lunghi circa 50 cm l'uno e collegati tra loro dall'apposito manicotto di giunzione a tenuta (preferire quelli ad OR piuttosto di quelli con guarnizione morbida). L'insieme è assolutamente rigido, a prova di maltrattamenti e di violenti raffiche di vento.

Gli elementi sono tutti in alluminio anodizzato tubolare 6 x 1 mm (profilati di lunghezza commerciale di 1 o 2 metri), facilmente reperibili in qualsiasi supermercato del fai da te e devono essere tutti tagliati in due pezzi innestabili sul boom.

Dopo vari esperimenti, la giunzione filettata è risultata quella maggiormente sicura e duratura nei confronti delle ripetute operazioni di montaggio e smontaggio, occorre a tal fine “passare” un maschio 5 MA ad un lato dei tubi costituenti i semielementi per una profondità di almeno 1 cm ed avvitare strettamente un tronchetto filettato di 2 cm ottenuto dal taglio di una barra filettata o di una vite (naturalmente 5 MA), io o usato una barra di ottone.

I due semielementi presenteranno quindi un lato con un resistente filetto”pieno” lungo circa 1 cm da avvitare (e svitare per lo smontaggio) su 4 supporti traversanti il boom, costituiti da un canotto diametro esterno 7 mm internamente filettato 5 MA femmina, sempre di ottone e anch'esso facilmente reperibile in ferramenta (servono in falegnameria per giuntare i pensili). Il supporto per il dipolo aperto è probabilmente la realizzazione più “brigosa”....occorre infatti assicurare l'isolamento fra i semidipoli....io ho fatto tornire dall'amico IK4NYV un tubetto di ertacetal del diametro esterno di 10mm e lungo 27mm, alle estremità del quale ho inserito a pressione due tronchetti tagliati del canotto filettato femmina di ottone, mantenendoli distanti circa 1 cm. Il tubetto è stato poi inserito nel boom e fissato, come del resto tutti i canotti, con della colla epossidica.

Il dipolo aperto va collegato con dei capicorda ad un balun 1:1, costituito da 6 spire di RG58 avvolte sul boom stesso e terminanti in un connettore SO238 da cavo.

Queste le misure dell'antenna per elementi tutti da 6 mm:

 

POSIZIONE

LUNGHEZZA

RIFLETTORE

0

1034

RADIATORE

280

988

DIRETTORE 1

430

939

DIRETTORE 2

950

929

DIRETTORE 3

1480

912

Con queste misure 'antenna, posizionata con un assemblaggio disarmante, ha funzionato al “primo colpo” con un ROS 1:1 proprio a 144,300.

Il paletto di sostegno è costituito da un robustissimo stativo di 3 m (chiuso 1 m), rimpiazzato per le operazioni ultraportatili da 4 tubi (20 x 1 mm) in alluminio lunghi 50 cm innestabili, il tutto naturalmente da controventare.

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l'antenna 5 elelemti in posizione

 

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il balun collegato con capicorda e un semidipolo da avvitare al sottostante canotto di ottone,

montaggio semidipolo

 

La terminazione del cavo coassiale va ricoperta con resina epossidica per evitare l'ingresso di acqua e per bloccare i capicorda in posizione

 

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Il balun, il radiatore e il primo direttore. La lunghezza degli elementi è quella di progetto e deve naturalmente comprendere la lunghezza del canotto di ottone. Il cavo termina su un connettore femmina SO238 per cavo RG58

 

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particolare della giunzione dei semielementi sul canotto di ottone traversante il boom. Il canotto è bloccato in posizione con resina epossidica 

 

semielemento

 

 

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l'antenna smontata,gli elementi possono trovare posto all'interno dei tubi per ridurre l'ingombro

 

note finali:

per ridurre ulteriormente gli ingombri, l'antenna potrebbe essere costituita da elementi con sezione minore o da un boom a cannocchiale. Tuttavia, la necessità di avere una struttura maccanicamente resistente alle sollecitazioni (ripetuti assemblaggi, urti accidentali, esposizione a fortissime raffiche di vento), nonchè la rapidità del montaggio senza attrezzi, mi hanno fatto propendere dopo qualche relise, a questa soluzione finale. La riduzione di peso si puo ottenere sostituendo l'ottone con materiale più leggero, l'alluminio dopo qualche assemblaggio si deteriora.......non rimane che l'ergal.....ma preferisco comprarmi un'altra radio.

 

 

Sul mercato radioamatoriale sono da tempo disponibili apparecchiature radio multibanda di tipo compatto, particolarmente adatte anche alle attività portatili più estreme.

Come immaginabile, una delle maggiori necessità imposte da questo modo di fare radiantismo è il contenimento dei pesi e degli ingombri delle attrezzature, trasportate di solito nello zaino, cercando però di non penalizzare troppo le prestazioni dei sistemi che nella quasi totalità dei casi sono QRP. Le antenne costituiscono l’unico elemento su cui orientare le maggiori attenzioni, poiché sono in grado di fare la differenza sul risultato del rendimento complessivo.

Nella gamma delle V-UHF le yagi rappresentano ancora il riferimento basilare se si vogliono ottenere risultati soddisfacenti anche con potenze molto basse. Fino ad un certo guadagno, le loro caratteristiche dimensionali consentono soluzioni meccaniche adatte al trasporto

Per quanto riguarda le onde corte, le antenne filari e quelle verticali risultano invece una scelta quasi obbligata se si vogliono contenere peso e ingombro, ma il loro fattore di rendimento assume valori molto critici se non sono gestite correttamente, ovvero ad una certa altezza dal suolo le prime e possibilmente non “troppo” raccorciate e con una ulteriore esigenza di radiali le seconde.

Chi pratica l’attività portatile in HF (a piedi) sa benissimo che non è possibile fare affidamento sulla presenza fortuita di idonei sostegni naturali per sollevare i dipoli e sa altrettanto bene che una antenna a stilo raccorciata e contrappeso risulta veramente poco performante, sia per le potenze QRP a disposizione sia per il QRM in ricezione. Un compromesso accettabile, dimostrato dal successo di un certo movimento commerciale, è invece rappresentato dai dipoli rigidi in configurazione a Y, che non necessitano di sostegni particolari potendo essere installati ad altezze non importanti.

Tralasciando le offerte del mercato, l’autocostruzione di una antenna del genere è affrontabile in molti modi, in rete sono disponibili diverse soluzioni e progetti, ma per ottenere risultati di una certa qualità è necessaria una attrezzatura da officina oppure occorre commissionare la realizzazione di alcuni particolari.

Quella descritta di seguito non rappresenta quindi una novità, ma semplicemente uno dei modi per affrontare la costruzione di un dipolo multi-banda rigido in grado di rispondere ad esigenze di operatività in montagna o al seguito come bagaglio da stiva. La realizzazione è stata fatta con il contributo di un amico di vecchia data, Giampiero IK4NYV, sempre entusiasta quando si tratta di realizzare qualcosa per l’attività radio.

Realizzazione

In primo luogo occorre fissare la gamma operativa dell’antenna, nel mio caso da 5 a 55 MHz; non sono interessato agli 80 m, ma nella gamma dei 5 MHz ci sono alcune frequenze che ho voluto considerare nel caso di certe trasferte extranazionali. Il secondo dato è quello relativo all’ingombro massimo per il trasporto, che ho fissato in circa 60 cm, corrispondente alla misura accettabile di un normale “bagaglio da stiva”.

Questo lo schema di principio con le misure totali volute:

L’elemento del semidipolo da 3 m può essere rappresentato da uno stilo retrattile o componibile, da ricercarsi nel mercato surplus militare o, nel mio caso, acquistato via web da un noto fornitore germanico. Questa scelta è risultata obbligata per contenere i pesi.

Lista del materiale:

  • due stili retrattili (550 mm chiusi, 3.000 mm aperti) con attacco filettato maschio 3/8”
  • due tubi di alluminio anodizzato 18 x 1 mm di 500 mm
  • 1 TE di PVC D25 PN16
  • 1 barra tonda di ertacetal (derlin) diametro 60 mm per realizzare il supporto delle bobine
  • Profilato tondo e pieno di alluminio diametro 20 mm e di acciaio inox per la realizzazione dei particolari
  • viteria e minuteria elettrica varia
  • 1 balun 1:1 per potenze minimali (max 50 W)
  • filo di rame argentato diametro 1 mm (va bene anche 0,75)
  • uno spezzone di trecciola di rame flessibile con capicorda e coccodrillo per la sintonia

Data la frequanza bassa, il diametro della bobina di carico e la sua posizione nel dipolo, il numero di spire necessario si ricava con il prezioso “Radioutilitario”: nel mio caso ne servono 45… di filo argentato avente 1 mm di diametro.

Il supporto delle bobine di carico dei due semidipoli, sono in derlin del diametro esterno di 60 mm da lavorare al tornio e alla fresa per ricavare le caratteristiche costruttive volute.

Oltre alla sagomatura del supporto (necessaria per alleggerire l’antenna) occorre costruire degli inserti di acciaio inox per giuntare la bobina da un lato allo stilo e dall’altro al braccio di sostegno. Gli inserti vanno forzati leggermente nella barra di derlin e bloccati con resina epossidica.

          

I bracci di sostegno delle bobine, sono realizzati con tubo anodizzato 18 mm x 1mm di spessore, nei quali vanno inseriti da un lato l’inserto filettato femmina 5 MA che collega la bobina e dall’altro capo il pezzo speciale che fissa il semidipolo allo snodo.

Snodo realizzato con un TE di PVC D 25 (3/4”) PN 16 che monta su due lati le flange di alluminio che governano l’angolo di apertura del dipolo. Le flange sono forate (trapano a controllo numerico) per ricevere i grani che bloccano all’angolo voluto i semidipoli.

Sulla derivazione del Ti è avvitato un tappo sempre di PVC con un inserto inox filettato femmina 10 MA, il filetto della vite maschio presente sullo stativo.

Volendo è possibile l’impiego di un balun.

Il dipolo lavora sulle gamme radioamatoriali fino ai 15 m regolando la lunghezza dello stilo e cortocircuitando la bobina di carico, è da sintonizzare invece per le gamme inferiori.

 

Il montaggio delle apparecchiature e delle antenne nelle posizioni individuate, tiene conto della necessità di interventi minimali sul veicolo, ma con assoluta garanzia funzionale e soprattutto di resistenza alle sollecitazioni. In particolare per quanto riguarda la posizione dell'antenna HF Codan 9350, si è abbandonata la precedente soluzione sul paraurti anteriore (derivazione di esperienze africane), a favore del montaggio posteriore sul supporto del pneumatico di scorta. Questo accorgimento garantisce una maggior protezione all'antenna nel caso di percorsi in ambienti con molta vegetazione e mantiene la possibilità di "allungare" lo stilo per la configurazione NVIS (ripiegamento in avanti).

Nessun problema per il radiatore UHF RAC dell'apparato TETRA, posizionato al centro del tetto del veicolo. L'elemento è intercambiabile per l'utilizzo di apparati diversi (VHF o radioamatoriali).

Le apparecchiature nell'abitacolo sono installate in modo da consentirne l'impiego dal posto a fianco del guidatore, o da questi con microfono direzionale e PTT sul volante.

Codan

Per l'utilizzo dell'antenna autotuning Codan 9350 è stata realizzata una interfaccia per gli apparati ICOM TS50 e IC706. Una seconda modifica interessa i radiatori a stilo, oltre agli originali è possibile anche il montaggio di elementi in acciaio ramato della serie militare AB per ottenere una antenna NVIS

Manuale Antenna HF veicolare Codan 9350

Modifica per funzionamento Codan 9350 con Kenwood TS50

Modifica per funzionamento Codan 9350 con Icom IC706

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