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 Communications Emergency Rescue

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TETRAERretre

 

ingvINGV - Situazione Sismica Attuale

I1HFR Irpinia 1980Il 23 novembre 1980, alle ore 19.35, una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.9 della scala Richter, seguita in successione da una seconda, sconvolge in due minuti una vastissima area compresa tra la Basilicata e la Campania, l'Irpinia.

I morti sono 2914, i feriti 8.848, 280.000 i senzatetto. Si tratta dell'evento nazionale più catastrofico dal dopoguerra. La macchina dei soccorsi presentò da subito gravi inefficienze a causa del collasso delle principali infrastrutture pubbliche e dei trasporti.

La situazione di criticità in cui si trovarono le istituzioni dello stato fu denunciata d''allora presidente della Repubblica Sandro Pertini che si rivolse alla Nazione..... “Qui non c’entra la politica, qui c’entra la solidarietà umana, tutti gli italiani e le italiane devono sentirsi mobilitati per andare in aiuto di questi fratelli colpiti da questa sciagura. Perché credetemi il modo migliore per ricordare i morti è quello di pensare ai vivi.”

Ancora una volta i radioamatori accorsi da tutta italia, si dimostrarono indispensabili per ristabilire almeno i principali canali comunicativi.

Di seguito un documento sonoro, una registrazione del traffico radio della rete nazionale di emergenza CER.

 

 

 

 

 6novembre1966L'Italia del nord e del centro nei primi giorni del novembre 1966 fu interessata da una forte ondata di maltempo. Molti fiumi strariparono e una devastante alluvione si abbatté su molte città: Firenze, Trento, Siena e Venezia. In piazza San Marco, che si trova a circa mezzo metro sul livello medio del mare, l'acqua raggiunse l'altezza di 150 cm. La città, isolata e assediata dall'acqua per quasi 24 ore, fu del tutto impreparata ad affrontare l'evento eccezionale.

 

 

 

Di seguito viene riportata la relazione dei radioamatori piemontesi relativa al soccorso prestato nella zona di Belluno e Porto Tolle.

Friuli 76Il 6 maggio 1976, alle ore 21.00. una scossa di terremoto di 6.4 della scala Richter colpì il Friuli, in particolare le province di Udine e Pordenone. I Comuni che subirono maggiori vittime edanni furono Gemona, Venzone, Bordano, rtegna, Osoppo, Forgaria. Tenendo conto della seconda scossa distruttiva, verificatasi il 15 settembre (6.1 scala Richter), in totale i morti furono 993 e i senzatetto circa 80.000.

Il terremoto del Friuli è probabilmente il primo disastro naturale vissuto quasi in "diretta" dalla maggiornaza degli italiani. Nel 1976 la televisione è già l'elettrodomestico più diffuso, presente praticamente in tutte le case e l'impressione generata dalle immagini di quella tragedia è norme in tutto il paese.

La situazione delle telecomunicazioni risulta tuttavia ancora generalmente insufficiente per fronteggiare adeguatamente la gestione dell'emergenza e da subito i radioamatori sono in porima linea per portare il loro indiscutibile contributo. Un sentito ringraziamento va a I3RGH Bruno Rodeghiero, all'epoca coordinatore delle attività radioamatoriali a Gemona, che ha fornito le fotografie inserite in questa testimonianza. Altre fonti e contributi sono di IW1AFV Valerio Albanese, I4ECC Eugenio Corrado, I1HFR Capello Federico, IK4EWQ Menzolini Silvano ed infine del compianto I1BAY Saco Attilio, allora Coordinatore Nazionale CER dell'ARI e successivamente cofondatore dell'Associazione Corpo Emergenza Radioamatori oggi Communications Emergency Rescue di cui siamo orgogliosi appertenenti.

Di seguito alcune testimonianze fotografiche riguardanti in particolare la postazione del ripetitore VHF R9 collocato a Gemona, che ha avuto un importante ruolo nelle comunicazioni di emergenza di quell'area friulana devastata dal sisma.

E ancora un documento sonoro esclusivo....una registrazione dell'epoca riguardante il traffico di emergenza.

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